Italia fuori dagli Europei, il dramma del sabato sera. Una nazione in agonia, la pizza e birra del sabato sera andati un po’ di traverso da questa sconfitta che nessuno si aspettava. Popolo spavaldo e presuntuoso. Ma quello stesso sabato sera sulle Dolomiti esisteva un universo parallelo fatto di amanti delle due ruote, amanti della bicicletta che la partita credo non l’abbia nemmeno vista finire. Già, perché questi “extraterresti” tendenzialmente non amanti del calcio, avrebbero puntato la sveglia il giorno successivo alle 4.30 del mattino per mettersi in griglia di partenza per la Granfondo di ciclismo più bella del mondo: la Maratona delle Dolomiti.

Caro italiano medio, come impegnerai adesso le tue serate di luglio ora che la squadra azzurra è fuori dagli Europei? Vedo scene in TV del rientro della nazionale in aeroporto, accolti da centinaia di tifosi e…impallidisco. Semplicemente perché lo stesso giorno ho visto 9.000 ciclisti tagliare il traguardo della Maratona delle Dolomiti con le lacrime agli occhi per essere riusciti a scalare vette impossibili, con un meteo non proprio generoso…traguardo che è il risultato di mesi e mesi di allenamento. Occhi pieni di lacrime, soddisfazione e sofferenza. La stessa che ho visto negli occhi dei finisher di una maratona o ancora di più di un Ironman.

Non sono mai stata un’amante del calcio (sono donna) e nemmeno della nazionale (solitamente si dice che le donne sappiano tifare solo la nazionale – beh, io nemmeno quello), ma amo questi eventi internazionali per il semplice fatto perché ti regalano la tangenziale vuota per il rientro a casa o le corsie della piscina deserte per allenamenti in tutta tranquillità. In tutto questo però ho due genitori fantastici che hanno toccato con mano l’emozione di questi grandi eventi: un papà juventino in grado di distinguere adesso ciò che è puramente gioco (il gioco del calcio, nome tecnicamente corretto), lo spettacolo da milioni di euro, la mancanza di valori e la passione per la fatica, quella vera, lo sforzo enorme nello spingersi oltre quel limite che sai di potere raggiungere e la soddisfazione massima di una missione compiuta.

Un’emozione nuova ogni volta. Questa era la mia seconda Maratona delle Dolomiti: ci sono tornata un anno dopo una prima esperienza che ha lasciato il segno, con l’obiettivo di affrontare oltre 4.000 metri di dislivello, 7 passi, 138 km di fatica.

Caro italiano medio, vieni con me sul Passo Giau, dove i km di salita sono oltre 10 e la pendenza al 10%. Ti porto a vedere le facce sorridenti delle persone sfinite in cima a prendere fiato al ristoro. Vieni con me ad affrontare le discese bagnate delle 7 del mattino. Vieni con me al traguardo e guarda con attenzione gli occhi delle persone emozionarsi al traguardo. Fermati accanto a me e osserva con attenzione le mie lacrime scendere mentre abbraccio mamma e papà orgogliosi della mia fatica di 8 ore.

Nessun circo da milioni di euro, nessuna starlette, direttta su Rai Sport…non su Rai 1 o Sky o quale altra macchina da soldi, nessuna ricompensa, ma solo tanta tanta gioia.

Quest’anno sei fortunato, ad agosto ci sono le olimpiadi e magicamente diventerai un tecnico esperto di atletica, ginnastica ritmica o scherma. Ma in ogni caso questo è un circo che non ti appartiene perché fatto di dedizione, passione e sudore….

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Silvia Schiapparoli

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