Ci sono tanti inizi per un pezzo su Iron cowboy James, potrei parlare del “potere della mente”, potrei dire che “dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna”, potrei riportare che “si è allenato per finire 10 ironman e il suo corpo ne ha finiti 50″…
Da dove si può iniziare a raccontare di una persona del genere?
Ospite del concept store di Rudy Project, uno dei pochi sponsor che hanno creduto sempre nella sua impresa dirà, James Lawrence ha raccontato la sua incredibile avventura, programmare e terminare 50 ironman consecutivi nei 50 Stati Uniti d’America, il tutto per raccogliere fondi per un’associazione che combatte l’obesità, gli ultimi 5 km delle maratona si potevano correre con lui e venivano raccolti fondi in cambio del pettorale (in totale oltre 80mila dollari).
James ha un passato ed il fisico da lottatore di greco romana al college, un wrestler con anche una passione per il golf, gli si legge sulle orecchie questo passato, in Italia sarebbero da rugbista, un giorno ha scoperto il triathlon, il primo ironman a 28 anni, oggi 40, tre volte finalista mondiale di 70.3 e una di ironman a kona, insomma non il primo fesso venuto, anche allenatore, ma da questo a costruire un progetto del genere ce ne vuole.
Per capire come allenarsi dichiara di essersi accompagnato ad altri grandi allenatori, ma soprattutto che il tutto è stato fatto con la mente, più che con il fisico. Noi comuni mortali viviamo spesso la distanza, anche in allenamento oltre che in gara, con ansia, non oso immaginare cosa sarebbe pensare N distanze in N giorni, perché questa è stata la forza. Due anni di allenamento mirato all’impresa, come anticipato l’idea è stata allenarsi a finire 10 ironman e fare in modo che il suo fisico si potesse adeguare agli altri 40! Sembra assurdo.
Pensate entrare in acqua per i primi 3,8 km di nuoto, il primo di 150 “passetti di ironman”, altro che uscire in una giornata fredda ad allenarsi, qua ci vuole una forza di volontà di dimensioni inimmaginabili!!!
Nelle sue parole calme e nei suoi occhi che raccontano freddamente l’impresa, che si accendono ogni tanto alle domande che finito il suo racconto ci chiede di porgli, c’è la sua forza mentale, la sua sicurezza, quella che gli ha fatto trovare il modo, i fondi e gli sponsor per partire per questo progetto, quella che gli fa dichiarare che non ha mai, mai avuto un sospetto di non arrivare in fondo, neanche nei momenti più difficili. Qualcuno gli chiede se ne farà mai 100…la risposta è “non ho abbastanza soldi!!!”
Due anni di progettazione ed allenamento, dalle 4 alle 10 ore al giorno, dice “al limite dell’infortunio”, chissà quanto bene si conosce per fermarsi un attimo prima, e soprattutto racconta di aver curato in maniera maniacale, anche a secco in palestra, i lavori di forza: nel nuoto, nella corsa e specialmente nella bici, perché dopo 180 km non si sarebbe mai potuto permettere di avere problemi fisici preesistenti per partire a correre una maratona, figurati 50! Lavoro di forza esplosiva nella rifinitura pre partenza, strana idea, ma utile per poi poter sottodosare le energie.
Alla domanda (mia…) su quanti kili avesse perso in 50 giorni rimango sconvolto più che stupito, 7 nei primi 10 giorni, per poi adeguare l’alimentazione e stabilizzare il peso, vabbè che mangiando 10/12mila kcal (sconvolgimento part two!) al giorno si può reintegrare un ironman ma finire anche l’impresa senza infortuni ne problemi articolari significa avere una muscolatura tanto solida da preservare da ogni impatto possibile.
Momenti bui ce ne sono stati sicuro, io ho presente una foto in cui ha tutte le dita dei piedi piene di vesciche, i giorni 17/18, i peggiori, è addirittura caduto correndo, fa quasi sorridere la soluzione: cadute tutte le unghie non ha più sofferto. L’evoluzione verso la Mosca di Jeff Goldblum lo ha ottimizzato, dopo aver assestato anche questo momento difficile lottando con i dolori muscolari e ogni difficoltà, sebbene riconosca oggi che nonostante avesse messo in conto tanta fatica, non avrebbe mai pensato di raggiungere quei livelli. Inimmaginabile davvero.

“Non sono mai stato così lontano dallo stare bene” cit. Marcellus Wallace

I dati statistici per lui che ha 10 ore di personale in un ironman e ne ha impiegati in media 1h20′ di nuoto, 6 ore in bici, 5 ore a piedi contano poco, sicuro è che per chi si addormenta mangiando ma che tra spostamenti, interviste, pubblicità e presentazioni riesce a dormire 4 ore per notte qualsiasi definizione perde significato.

Dopo aver fatto una foto con il mio mito del 2015 gli chiedo al volo se prendesse integratori, mi guarda e mi conferma “un botto”, e mi manda dalla moglie.
Dicevo nell’incipit che dietro a un grande uomo si cela una grande donna, Sunny lo deve essere di sicuro ben oltre alla mia opinione, immaginate vostra moglie a sentire la dichiarazione “ho deciso di organizzarmi (vita dei prossimi due anni e 50 giorni in giro per gli USA…) per fare un record di 50 ironman”. Avete presente la porta di casa che vi sbatte sulla punta del naso? Ecco… Dopo un “gosh” lei, madre di 4 figli, si è messa al servizio del progetto, gestendo anche la parte marketing ore e durante, mettendosi in camper per 50 giorni con famiglia al seguito con altri 2 santi amici, the wing men, cercando di snocciolare ogni possibile handicap in cui avrebbero potuto inciampare, tralasciando per esempio la manutenzione del mezzo che li ospitava, che si è smazzato una quantità di strada assurda, ben oltre quella di James ovviamente, la lavanderia quotidiana, facendo spese al supermercato di tutto quel che trangugiava l’atleta, mettendo a punto la bici ogni giorno, gestendo la gente che assediava l’accampamento quotidiano, insomma facendo lo sporco lavoro e senza il minimo fiato sulla stanchezza per rispetto al marito… (Ah finiti i 50/50/50 han rivisto casa dopo 6 settimane!!!) Davvero sono una bella coppia ed un bel team, ogni tanto nel racconto lui la cerca con gli occhi per avere supporto e conferma di dati che sono di sua gestione, ma ricordiamo che è comunque madre di 4 figli!
Beh dicevamo integratori: Sunny parla di tonnellate di Omega 3, aglio, un blend proteico (con aria un po’ schifata…), proibitici, cannella, zenzero, tutto molto naturale insomma! Ci han già parlato della colazione pre nuoto, latte di cocco, avena e cereali, per poi fare la merendina uscito dall’acqua con pancake uova e bacon, per poi mangiare ogni giorno proteine animali alternando l’origine, pollo, manzo, maiale, pesce, tonnellate di verdura, spinaci e ogni tanto anche gran sandwich peccaminoso di dimensioni spaventose. Mi racconta di prodotti specifici americani che non conosco ma percepisco che il fisico scultorio di James sia un tempio di qualità alimentare e non di integrazione “comune”.

Belle persone davvero Iron cowboy e signora, alla mano, finiamo a parlare di sport USA a confronto a Italia, competitività e figli, lei mi racconta che la figlia maggiore ha corso tutti i 50 ultimi 5 km in compagnia del padre, lui stesso dice che la famiglia è stata la sua forza, che non vedeva l’ora di raggiungere quel tratto, sorrido all’entusiasmo dei bambini raccontato dalla mamma nel vivere questa enorme impresa del padre, per aver attraversato gli States in camper e festeggiato giorno per giorno papà, come potranno più stupirsi per qualcosa questi ragazzini con una figura del genere a fare da esempio?

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A proposito dell'autore

Andrea Toso

45 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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