Noi tutti che leggiamo questo blog siamo tutti (o quasi) degli atleti. Condividiamo la passione x lo sport e ci dedichiamo in maniera a volte quasi maniacale ad esso. Il mondo che ci circonda e però molto diverso. Spesso ci confrontiamo con persone che non comprendono il nostro entusiasmo fin quasi a schernirci ( o a darci dai dopati).

Quello che voglio mettere in evidenza e che dobbiamo essere noi a coinvolgere le persone che ci stanno intorno ma senza essere troppo invasivi. Si parlerà di Silvia che ha deciso di preparare un ironman partendo sicuramente da una discreta base ma non sapendo a cosa andava incontro… Ma la vera storia è di chi sta accanto a Silvia. Prima di tutto i genitori “ma non ti farà male tutto questo sport?” – Ma dove lo trovi il tempo! – devi pensare alla famiglia! – ma devi ancora mangiare??” Per poi passare agli amici “esci con noi? Ah scusa non ti abbiamo chiamato, tanto non ci sei mai! A che ora ti alzi domattina? Ma sei matta?” Va da se che per quanto una persona sia motivata, qualcuno ti deve stare accanto e condividere per quanto in suo potere, questo grande evento.

E il loro potere è enorme e può fare la differenza non tanto nella prestazione, che non trattandosi di professionisti ha poco valore, quanto nel legame indissolubile che si crea ancora di più tra chi prova l’avventura e che segue e supporta l’avventura.

Quando Silvia ha deciso di provare l’Ironman chi gli era accanto ha provato a supportarla il più possibile… Seguendola negli allenamenti di corsa in bici, preparando i panini per il lungo di bici… Ma soprattutto spingendola a seguire gli allenamenti anche quando la voglia comincia a essere poca. Si, perché quando si parte nella preparazione di un ironman , all’inizio si è sempre carichi di entusiasmo..ma mano a mano che i carichi aumentano, che fa freddo o fa caldo, piove o c’è il sole, la voglia prende il posto alla pigrizia (sta piovendo, esco domani a correre) che prende il posto al l’ansia (non mi sono allenata abbastanza) che si traduce in ” non è roba x me, lasciamo perdere!”

Se stai leggendo e fai la parte del compagno di Silvia, mi raccomando.. Seguila nelle gare, fatti trovare all’arrivo, incitala, gasala, fagli capire che ci sei, anche se non ti risponde sicuramente gli da la forza di continuare..

E… Cerca di portare una pazienza infinita… Ti servirà!

Questo post è rivolto  soprattutto a mogli e come in questo caso anche ai mariti che devono e sottolineo devono stare vicini a chi ha deciso quest’avventura… Senza di loro tutto ciò sarebbe impossibile e con un sapore diverso

Ps

Silvia è un nome di fantasia, ma Silvia ha finito il suo ironman con l’abbraccio di chi gli ha fatto il tifo x 10 mesi

Emiliano

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