Rieccoci a parlare del favoloso mondo dell’integrazione, e dopo aver forzato la mano sulla priorità dell’alimentazione ora vi stupirò dichiarando il contrario. Come? Beh, spesso chi entra da novizio mette le mani avanti dicendo “non sono un professionista, non voglio diventare Schwarzenegger, non devo mica vincere la maratona” perché sotto sotto si teme di scivolare nel doping, e per chi ha fatto sport per anni a pane e salame, prendere compresse per allenarsi è più o meno lo stesso. Forzo la mano proprio perché siamo noi atleti amatoriali ad avere necessità maggiore di integrare, spesso e (mal)volentieri non abbiamo la possibilità di appoggiarci ad un allenatore ed un dietologo per preparare con coscienza la nostra performance, e magari nostra moglie o vostro marito poco gradirebbe le nostre richieste alimentari differenziate o una cucina super etica, per non parlare dei nostri figli che giustamente richiedono alimenti gustosi.

Noi ci alleniamo nonostante il lavoro, facciamo acquisti mirati alla performance nonostante le spese necessarie, nonostante i pranzi di lavoro e/o di corsa per un allenamento dobbiamo recuperare pezzi di ricambio utili per il nostro motore! Questo è il lavoro dell’integrazione, ed è il motivo per cui spesso posso sembrare invadente nel chiedere abitudini alimentari ai miei clienti. Abito a Treviso, patria dello Spritz con Venezia ed il resto del Veneto, e noto locali pieni che gettano nei retrobottega scatoloni vuoti di Aperol, ma stranamente i miei clienti sarebbero tutti astemi. Le cose sono due, ho una clientela ideale o mi stanno prendendo per il sedere! Ragazzi miei, siamo esseri umani, abbiamo vizi e virtù, abbiamo necessità di vita sociale negli anfratti di tempo fra allenamento lavoro famiglia, e non c’è niente di male a concedersi qualche sfizio, magari per premiarsi dopo un allenamento più pesante…Ammettiamo la difficoltà a nutrirci bene, è importante per avere una consapevolezza di cosa ci serve.

Quindi rispetto a un ATLETA con tutte le lettere maiuscole, non solo la prima, che gestisce l’alimentazione come fosse parte integrante dell’allenamento, noi abbiamo bisogno di più aiuti, di uno al muscolo prima dell’allenamento come protezione, di un’ idratazione continua e ottimale durante, di zuccheri se si protrae per oltre un’ora, di nutrienti disponibili velocemente nella mezz’ora successiva, perché è il momento critico per il corpo che sta cercando pezzi di ricambio per aggiustarsi in fretta e bene, così da non soffrire più allo stesso modo a pari fatica.

E la cartina tornasole di come stiamo gestendo l’alimentazione lo abbiamo alla sveglia, perché male ai muscoli è segnale certo di aver recuperato male dall’allenamento, o dagli allenamenti per i triathleti, un dimagrimento eccessivo e il catabolismo muscolare sono il passo succescompleanno pre maratona1sivo se si gestisce male anche la parte energetica, anche  perché le endorfine giustificano la fatica e la fiacchezza, sono una “roba buona” per il corpo che ottiene sensazioni di appagamento simili alla canna, fate voi… In preparazione alla mia prima maratona nel 2009, da un peso forma di circa 88 kg mi son ritrovato a 83, preso in giro da mio fratello alla mia cena di compleanno perché non ho preso il bis di meringata e perdevo i pantaloni, il tutto senza rendermene conto, visto che il mio dimagrimento era stato quotidiano e continuo, allungando allenamenti estivi in pausa pranzo (quindi immaginate il fresco!!!), finché un fornitore a inizio settembre mi ha detto fuori dai denti “oh ma stai sparendo, inizia a prendere proteine e a mangiare un po’ di più, altrimenti non arrivi al traguardo ad ottobre!!!”.

Troppo spesso ricevo amatori che mi chiedono cosa fare il giorno prima di una gara, granfondo, maratona o mezza, sprint o olimpico, o un aiuto a guadagnare qualche secondo in una gara di nuoto di qualsiasi distanza. E’ TARDI! 

E’ tardi per consigliarvi un gel od un sale per l’idratazione, è tardi per usare un integratore pre work out che può tamponare l’acido lattico e aumentare l’ossigenazione,è tardi anche per una crema riscaldante che potrebbe darvi allergie cutanee, e attenzione è tardi anche per cambiare la vostra colazione in vista della competizione!!! Il giorno della gara dovrebbe essere una   routine tale da aver testato la colazione negli allenamenti lunghissimi, gli integratori, scarpe calzini divisa e qualsiasi altra attività si userà in  gara… Un gel potrebbarrivo veneziae darci dissenteria, se mai provato o se preso troppo tardi (ma ne parleremo un’altra volta)  ci sono sali con troppo magnesio che possono mandarci direttamente sul wc, maglie che possono dissolvere i  nostri capezzoli, ma scusate, se fate colazione 364 gg l’anno con un the e fette biscottate perché volete rubare ore  di sonno per farvi una pastasciutta il 365mo, il più importante di tutti???

Integrazione è necessaria giorno per giorno, così da nutrire il muscolo e l’organismo in tutto il viaggio che ci         porta alla performance, così da rosicchiare secondi al kilometro, pompare watt nelle gambe e avere ancora        energie dopo 3 km di nuoto, così utile che ad esempio il giorno del mio PB in maratona a Venezia 2012    nell’ansia della “vestizione del guerriero” e fretta di consegnare la sacca, con un meteo orrendo in arrivo, pur  non trovando le mie preziose compresse di amminoacidi e beta alanina, ho chiuso fresco e felice del  cronometro,  magari perdendo qualche secondo per questa mancanza ma la bora a 80 Km/h era stata peggiore…

La beffa  semmai è stata ritrovarli cambiandomi dopo 3h07’57”.

 

A proposito dell'autore

Andrea Toso

45 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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