Ammettiamolo, siamo dei malati di sport, dipendenti da endorfine, sfidiamo il cronometro e se non lo battiamo ci fustighiamo mentalmente e fisicamente per purgare quell’allenamento saltato o gestito con poca intensità… Quindi progettiamo work out e materiali con dedizione assoluta e certosina puntualità e dedichiamo il tempo massimo ad affaticare il nostro fisico. Perfetto.

Danneggiamo i muscoli in maniera maggiore della precedente così da ottenere di più dal muscolo ricostruito! Noi come super Sayan più ci alleniamo e più guadagniamo in ritmo velocità resistenza…

Tutto a posto quindi?

Non molto.

Non siamo professionisti, ce lo diciamo sempre, ma spesso ci regaliamo carichi di lavoro comunque importanti che si vanno a sommare con sveglie importanti, gestione di figli, asilo, scuola, lavoro, spostamenti in macchina, moglie/marito/compagno/compagna/amante e ogni stress quotidiano psicofisico… Non che i professionisti non abbiamo parte di questi stress, ma in quanto tali lo sport è la loro fortunata professione, e ben sanno che fatto un lavoro fisico, ne segue uno alimentare per rigenerare il nostro organismo sia dal punto di vista energetico che muscolare. Spesso invece oltre a shiftare un defaticamento necessario ad alleggerire il carico di lavoro, allunghi, pedalata più sciolta o vasche easy, stretching, (cosa che mi ha personalmente portato problemi tendinei) gestiamo male malissimo terribilmente il cosiddetto recupero.

Prendo spunto da un classico esempio di errore ed errata immagine del recupero post allenamento, per le gare si apre un capitolo a parte…

Mi entra in negozio una coppietta strepitosa, lui pensionato asciutto e tirato in viso, dedito al ciclismo quotidianamente, lei al seguito come portaborse. Il pensionato  quindi si sbobbina 5/6 uscite settimanali di un centinaio di km con un paio di lunghi nel weekend con “i giovani”, non ho mai indagato sull’età… Fattostà che dopo un paio di visite mi arriva mogio e preoccupato dichiarando di non andare più come una volta, che nel weekend non sta più dietro ai “giovani” . Visto il kilometraggio mi sono subito informato su cosa mangiasse per recuperare dalle sue fatiche, e il pensionato mi ha detto che a pranzo si mangia pasta per avere calorie utili a uscire, a cena un bel po’ di “salada”(si tronca l’IN da noi…).

ASSENZA TOTALE DI PROTEINE, il mio pensionato si rifiutava di mangiare alcun tipo di carne o pesce per non rischiare di metter su muscolo e aumentare di peso! E spesso abbiamo tare del genere, che ci limitano nella sana e corretta alimentazione, salvo poi magari richiedere integratori per tamponare le assenze. Ragazzini che mangiano pizza al posto che carne e chiedono quante volte al giorno possono prendere proteine per muscolarsi e mi chiedono bruciagrassi per esporre gli addominali coperti da spritz, podisti che catabolizzano muscoli pur di alleggerirsi come anche ciclisti, dimenticando che l’importante è il rapporto peso/potenza… La sensazione che ne deriva principalmente è una prolungata permanenza dei dolori muscolari al risveglio, eredità dei micro traumi ai muscoli, che può diventare sensazione di stanchezza continua, crollo delle performance, insonnia, la cosiddetta sindrome da super allenamento.

Cosa fare quindi? Nel titolo ho parlato di urgenza. Si urgenza. Non è allarmismo, ma vi informo che la prima mezz’ora del post allenamento è decisiva per la qualità del recupero muscolare. Il primo consiglio sarebbe di utilizzare BCAA, amminoacidi a catena ramificata, che arrivano molto velocemente a riparare, ed anche se li assumiamo in quantità di pochi grammi (si consiglia universalmente 1gr per 10 kg che van divisi pre e post) danno un primo soccorso all’emergenza che il nostro corpo ha in corso… Per allenamenti pesanti o con performance importanti da preparare io consiglio di aggiungere delle proteine del siero del latte (o WHEY) che oltre ad avere un valore biologico altissimo (capacità di costruire il muscolo) hanno un tempo di assimilazione molto veloce, entro i famosi 30′, a patto si abbia almeno un paio di orette fra allenamento e un pasto principale, buon senso vuole che se si avesse un pasto principale imminente questo venga gestito anche con carne/pesce/uova. Però ricordiamoci che come un’automobile oltre ai pezzi di ricambio che sono appunto amminoacidi e proteine, necessitiamo di benzina, i carboidrati, anche perché qualsiasi operazione compia il nostro organismo ha bisogno di zuccheri per attivarla.

Per agevolarci esistono dei prodotti già pronti con mix di carboidrati vari, amminoacidi ramificati e non, con creatina o senza, quasi tutti con glutammina (amminoacido fondamentale nei cambi stagione…) sempre con anche sali minerali, perché sebbene si senta molto meno la sete nei periodi freddi, abbiamo comunque una sudorazione importante, anche in piscina (cosa che trascuriamo spesso) e, tornando alla macchina che siamo, prima rabbocchiamo i livelli dei nostri serbatoi, prima sarà tagliandata e pronta per un altro viaggio!!! Come esempi vi posso consigliare il noto R2 per lunghi e R1 per allenamenti brevi di Enervit, RM1 di +Watt, Re Charge Drink e FMR di Multipower, con una sola indicazione soprattutto per chi come me viaggia attorno ai 90 kg: valutare se le dosi sono utili al nostro volume ed al nostro impegno muscolare e implementarle in caso per ottimizzare il nostro recupero.

Per i disorganizzati come me, prepariamo a polvere prima dell’allenamento, così ci basterà solo versare acqua nella borraccia… Ben presto diventerà parte del nostro borsone e della nostra progettazione quotidiana.

A proposito dell'autore

Andrea Toso

43 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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