La tecnologia ormai è in mano a tutti, colleghiamo smartphone a pc, a dock per la musica, ai nostri sportwatch per scaricare i dati di allenamento, gestiamo luci riscaldamento sistemi di allarme in casa, tutto dal telefonino, e in molti credo ci ricordiamo ancora quelle cabine del telefono che erano i primi cellulari, i TACS, che arrivarono in Italia come status symbol sotto i mondiali del ’90.
Mi sento vecchio.
No, non sono vecchio, In realtà invece oltre ad essere ancora abbastanza atletico, riesco a godermi queste tecnologie, e sguazzo di gusto nel mix di tecnologia e sudore del mio sportwatch, cercando di sfruttarlo al massimo, ben oltre i miei illustri editori. Vi ho già parlato delle dinamiche di corsa, fascia cardio che illumina di dati il nostro gesto atletico, di quella per il nuoto una decina di giorni fa, oggi rimango leggero urlando al mondo che dal mio Garmin Fenix 3 HR (ma non solo sia chiaro, anche il 735,630 e 235, vi direi diversi tra quelli connettibili allo store) posso comandare anche la musica che ascolto dal mio iPhone o iPad, e credo qualsiasi altro smartphone stiamo usando per scaricare i dati, ma ahimè sono un amante della Mela. È facile, sono certo non sono l’unico, basta ricordarsi di mettere nel menù il “widget” CONTROLLI MUSICA, che ci consentirà di gestire i brani nelle playlist sia di iTunes che di Spotify, io almeno uso questi come principali, e scopro in questo istante mentre scrivo (sempre sulle note dello smartphone, inguaribile!) anche di Musixmatch, che fornisce anche i testi di quel che stiamo ascoltando, acqua calda per molti.img_5724
Quindi vi faccio un quadretto, collego via Bluetooth al dock iPhone (o iPad ma ben più raro), il Fenix3HR rimane ugualmente collegato e girando per casa posso variare volume, canzoni, stoppare e riprendere. Insomma ho guadagnato un telecomando corporale per la musica che vale anche in doccia quando stiamo performando a squarcia gola e vorremmo riascoltare quella canzone, o quando mio figlio (8 anni) mi urla dal salotto “bella questa, chi sono?!?”, Rage Against The Machine, amore mio, “killing in the name”…
Necessario? Assolutamente no, ma piccoli piaceri che ci faranno convincere ulteriormente di aver scelto bene il nostro compagno di allenamento e fatiche, come anche di svago!

A proposito dell'autore

Andrea Toso

43 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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