Attirato da una serie di promozioni estive, ho deciso di avvicinarmi ad una concessionaria d’auto per verificare di persona se effettivamente ti regalavano le vetture. Sono entrato con fare circospetto tendente al timido, giusto per una forma di cautela e timore nei confronti di un luogo che non vedevo da circa 12 anni. Esperienza entusiasmante che mi ha fatto riflettere. Non tanto per i costi delle vetture (proibitivi già dai modelli più proletari e basici), nemmeno per l’accoglienza (i venditori sembravano quasi infastiditi dalla presenza di estranei) e neanche dalla qualità delle auto (l’80% di ciò che ho visto sarebbe dovuto costare almeno il 50% del prezzo indicato). No, nulla di tutto questo. Il vero punto focale della mia esperienza sensoriale tra le concessionarie è stata vissuta grazie al proprietario di uno di questi “luoghi paralleli”, che per pietà, non menzionerò. Gustavo (nome di fantasia) si esprime così su di una vettura che vende, in seguito ad una mia domanda (forse retorica) che gli chiedeva cosa ne pensasse di quel modello:
” Cosa vuole che le dica… costa 1/3 rispetto ad altri suv, non abbia delle pretese. Ne ha per tanto!”
Con ogni probabilità sono io ad essere anomalo e fuori fase, ma dinnanzi ad un’affermazione del genere (unita al resto dell’esperienza) mi è passata la voglia (pur avendo una necessità) di acquistare una vettura. Se poi penso che il valore del mezzo, corrisponde più o meno, allo stipendio di due anni di un impiegato medio, il mio livello di nervoso raggiunge i livelli di guardia.

Urge concludere la riflessione con una decisione.

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3 Risposte

  1. Giuseppe Rozzi

    GIà; CAPITATO ANCHE A ME IN UNA GRANDE CONCESSIONARIA: IL VENDITORE MI HA CHIESTO COSA VOLEVO PRETENDERE, SE ERA LI' QUELL'AUTO SIGNIFICA CHE IL PROPRIETARIO L'AVEVA DOVUTA VENDERE PER QUALCHE DIFETTO

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