Da quando ho 3 mesi ho la fortuna di venire regolarmente in un paesino della ValBoite, una frazione fuori dalla ressa che porta a Cortina, e qui ho vissuto ogni passione sportiva mi abbia contagiato.
Col triathlon ho scoperto il gusto della bicicletta da corsa, dello scalare i passi dolomitici uscendo da casa e annusando gas di scarico delle auto che provano ad arrivare in rifugio per scattare selfie.
Come ogni amatore agonista cerco sempre di migliorarmi e di mettermi in relazione con il prossimo (quale prossimo?!? Non lo soooo cit. Zoolander), in un mix tra esibizionismo e competizione faccio parte della community di Strava. Un paio di settimane fa mi arriva una notifica avvisandomi che un mio (rarissimo) KOM è stato annichilito, contemplo il nuovo tempo e noto delle dissonanze notevoli su quel settore ed altri nel giro del nuovo Re 👑 .

Già Strava ed i suoi mitici settori, ci inserisce in una naturale classifica globale di tutti i frequentatori onesti che aprono i loro profili alla comparazione, lasciando ai tristi oscurantisti il tempo e la gran voglia di fare i guardoni e nascondere chissà quale potenziale preparazione. È bella la sfida tra amici e conoscenti, scoprire passivamente il nostro stato immediato di forma rispetto agli altri contendenti in zone sconosciute, amici o sconosciuti in classifiche diversificate, anche rosicare per qualche secondo perso su quella salita o su quel portone lanciato, ammettiamolo. Possiamo anche essere avvisati dal nostro Garmin del settore in cui siamo con apposita app da aggiungere per dare il meglio, scanniamoci in allegria e rispetto, dai!

E poi, e poi…(poi sarà come morire? Cit. Giorgia)
Poi ci sono due categorie odiose, i cazzoni di Strava la prima, i dopati di apparenza competitiva la seconda .
I primi sono bonaccioni, lo si spera almeno, tipo i podisti che fanno un giro in bici con la famiglia che accendono il loro device in modalità corsa e ti bruciano il tuo KOM di 3,5 km (giuro non è casuale…) sudato tirato a 3’30” vagando su due ruote a 3’20” per 15/20km, poca roba ma sufficiente a farti bestemmiare in aramaico, ferma la soddisfazione di quel proprio momento di forma. “Ciclisti” da vacanze che accendono la app sul telefono fuori di casa salendo in auto per arrivare con la mountain bike con pedalata assistita alla partenza del percorso che sfrecciano in statale di Alemagna a 45 km/h dove sputando un polmone (ricolmo di gas di scarico) tu ne avevi 38, bruciando i KOM a gente che “vegeta” nei podi della Gran Fondo delle Dolomiti, gente che si fa in allenamento il Giau ed il Falzarego salendo come BMW Gs 1250 (visti con i miei occhi).

Ammettiamolo, il tasto “segnala” lo useremmo sempre, se non altro per giustizia divina, più che per il proprio prestigio ma purtroppo è disponibile solo via pc  non smartphone. Certe prestazioni sono evidentemente dopate.
Doping. Non endovenoso ma virtuale. I dopati dell’apparenza, che pur di esibire un KOM escono fuori motore (se va bene), si narra in scooter talvolta, e bruciano settori in solitaria quando nell’uscita di gruppo rimangono distanti anni luce da quelle medie, come da foto a 68 km l’ora abbiamo amici che spingono in volata, magari non con 98 bpm, cosa dite?

Dovrebbe esistere un censore forse? Un testimone della performance? No, il secondo esiste ed è il Gps, modificabile sicuramente ma con il rispetto del gioco che si sta facendo non necessiterebbe di testimoni, di foto instagrammate del Garmin o screenshot sui social del feedback.
La competizione virtuale inter nos è bella quanto la volata al cassonetto, ammiriamo e prendiamo ad esempio chi va di più, un giorno, in gara non vi salverà neanche la scia…

A proposito dell'autore

Andrea Toso

43 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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