Ho il telefono in tasca, sento vibrare e automaticamente sposto il braccio per guardare l’orologio.

Ma il polso è nudo. E’ vuoto.

E non è uno di quei brevi, sebbene brutti, momenti in cui il tuo smartwatch è in ricarica ma sono in attesa spasmodica mi arrivi il nuovo Garmin avendo già spedito via il vecchio.
Non si fa lo so, un errore da principiante, era necessario fare così.

Quindi niente battiti cardiaci giornalieri e soprattutto notturni, niente orari alba tramonto, niente gestione musica a distanza, niente allenamento in vasca monitorato, niente VO2max da valutare post allenamento di corsa ne qualità aerobica anaerobica, niente statistiche di qualità corsa. Niente Strava. Niente.

Mi salvo. Sono stato quasi previdente, ho un Edge 520 per la bici, il mio primo ormai vintage Forerunner 405, ed un Vívofit 3 per contare i passi e valutare la qualità del sonno, ma non è lo stesso… sono in crisi di astinenza e queste dosi di metadone tecnologico sportivo non possono alleviare la mia carenza da Garmin.

Il mio amato Fenix3hr diventerà a breve un Forerunner 935 XT, ma l’assenza la sento, posso solo immaginare il momento in cui vedrò di nuovo il mio cuore battere sotto il vetro di un Garmin…

A proposito dell'autore

Andrea Toso

45 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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