Coatti, grezzi, forche, poveretti, mezzi uomini e chi più ne ha più ne metta.

Si sa che l’uomo spesso usa la bocca solo perché ce l’ha e specialmente se in gruppo di “maschi” parte la gara per il più idiota, spostando l’asticella a livelli imbarazzanti di bassezza.
Beh quel che racconto oggi è la storia, l’ennesima, di una ragazza come tante altre, libera di correre in un giorno di festa sotto il tiepido sole, magari in fuseau neri come spesso CI capita (a tutti i runners) nelle stagioni fredde, che neanche ama mettersi in mostra, ma viene comunque molestata a parole (per fortuna) da qualche ragazzotto idiota che si sente spiritoso nel fischiare, nel commentare il suo sedere rallentando l’auto e abbassando il finestrino, o addirittura una palpata di culo passando in bicicletta.
In redazione la conosciamo bene, non è una fatalona sebbene bionda, anzi più un maschiaccio che sfoga le sue origini romane seppur sia una seria professionista a Venezia, ma chissà perché, come tante ragazze, viene molestata nel suo tempo libero a parole o toccatine di culo.
Chissà cos’ha in testa l’uomo basso che si espone così?
Crede davvero riceverà attenzioni dalle ragazze con questo atteggiamento?
Pensa che le ragazze scriveranno il numero un post it e glielo butteranno in macchina all’urlo di “fai di me ciò che vuoi!!!”/ “ingravidami sono tua!!!” ?!?
Oh io per educazione mia e per sfoghi ascoltati dalle donne, sportive e non, ne dubito, fatto sta che si sta danneggiando un’ora di gioia, si sta minando la sicurezza di un parco, si insulta il piacere di fare sport.

Sarei curioso di vedere uno di questi mentecatti approcciato da qualcuno che non desidera, mentre sta lavorando o mentre sta giocando a calcetto con gli amici, cadendo magari nel ridicolo…

Gradassi indegni.

Sto cercando di non usare epiteti negativi sebbene sia disgustato dell’ennesimo episodio. Poi ci si indigna di come va il mondo, si chiedono pene severe per i reati, ma sono in mezzo a noi e magari ridiamo con gli amici quando vediamo episodi del genere in un locale.
Non sarò mai un estremista, ma il rispetto si ottiene se si da, in Italia specialmente si crede sempre che sia un diritto e non un dovere, “tanto lo fan tutti” e avanti con le trasgressioni del rispetto altrui.
Tornando a noi, giù le mani stronzo, e anche le parole.

A proposito dell'autore

Andrea Toso

45 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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