imageNon si tratta di un’equazione matematica… San Valentino, quest’anno davvero non era il caso di festeggiare per me, ma ci sono appuntamenti legati a questa data che non si possono perdere per un atleta di Endurance, tipo la Giulietta e Romeo Half Marathon.
Per me è stata un’esperienza multipla, mezza maratona in cui mi aspettavo una buona risposta dal fisico, ritorno alla gara in cui nel 2013 ho conquistato il PB nonostante pubalgia e le prime avvisaglie al tendine di Achille, che ovviamente ha deciso di farsi risentire dopo mesi, e soprattutto la promozione passiva della gara di beneficienza Wings For Life World Run.
Si terrà a Milano l’8 maggio, tutti i 35€ di iscrizione verranno devoluti nella ricerca per le lesioni al midollo spinale, senza distanza prefissata visto che si finisce la competizione solo quando si viene raggiunto dalla “catching car” che parte a 13 km/h dopo 30′ dallo start per poi accelerare progressivamente, fino ad accalappiare anche un Giorgio Calcaterra, testimonial italiano dell’evento, lui magari dopo un’ottantina di km. “Run for those who can’t”, “corri per chi non può” il claim della corsa mondiale, vedrà la partenza italiana alle 13 in punto, in contemporanea fuso orario negli altri 33 paesi, un evento di dimensioni enormi cui bisogna partecipare… La tappa di Milano viene ritenuta la più veloce,ma ci si aspetta un bel risultato e partecipanti di grido.
Tornando a Verona, luogo tra l’altro delle prime due edizioni della sopracitata corsa, corriamo la seconda mezza più partecipata in Italia, i numeri parlano di 7125 arrivati di cui 1914 donne, di cui tante velocissime come vi racconterò, e ben altre 861 coppie che tagliano il traguardo dividendosi i 21 km. Splendidamente organizzata, dal volume dei parcheggi alla possibilità di prepararsi nel palazzetto dello sport in cui risiede l’Expo, cosa che a metà febbraio ed in una giornata piovosa da sembrare in Blade Runner non è una cosa da trascurare!
Da qualche anno ogni pre gara è un continuo salutare compagni di strada e di vita, dai super Running Friends che faranno, e mi hanno già prenotato per correre da pacers a WFLWR, ai barlettani doc Mariella e Gionata che volano in tutta Italia a correre e dare ritmo, ai grandi Brooks “brothers” sponsor tecnico della mezza con Salvo grande capo e Ioannis grande atleta, ai muccati trevigiani di La Butto In Vacca, altro gruppo che organizza corse per beneficienza e tantissimi altri.
Correre sotto la pioggia è uno strano bilanciamento, non è così tanto difficile come si pensa ma bisogna rendersi conto che tolto il fastidio della pioggia sugli occhi, io mi proteggo con una visiera o cappellino e occhiali comunque sebbene con lente trasparente o fotocromatica, l’acqua entra e l’acqua esce, si torna bambini e anche le pozzanghere diventano parte della strada. Unico consiglio che vi do è non esagerare con l’abbigliamento, perché anche il miglior giubbino antipioggia non ci fa traspirare e sovra riscalda, facendoci consumare più del dovuto, io domenica ho corso con un intimo bello caldo ed attillato e maglia WFLWR, cappellino, finendo bagnato come un pulcino ma dimenticando presto le condizioni meteo.
Certo la pioggia metteva tristezza, fino al momento di entrare in griglia e godere del tipico calore animale, stare in pantaloncini faceva miseria, neanche il riscaldamento mi aveva soddisfatto, ma le chiacchiere pre partenza per stemperare il nervosismo e le aspettative dei vicini sono sempre un bel modo per spostare l’attenzione.
Alla partenza ci sono diversi campioni, Keniani a frotte che si riempiranno sia il podio maschile che femminile, la nostra Valeria Straneo che si ritirerà al 17mo per problemi fisici ad una coscia, ma che mira al minimo olimpico a Tokio a fine mese, a Stefano la Rosa tra i maschi arrivato ai piedi del podio, all’eterno Said Boudalia che a 46 anni arriva 12mo… Dalla mia seconda griglia sono ben piazzato e passo sul tappeto dopo soli 17″, la mia vicina modella-runner Greta ha grandi ambizioni e sfreccia subito con il suo “sguardo della tigre” e la vedrò solo al traguardo, e realizzo subito che la qualità è davvero alta, vedo diverse ragazze prendere la strada davanti a me e mi precederanno ben 25, io che con media 4’09” non posso lamentarmi, ma davvero fa capire il livello assoluto, maschile sarò 470mo!
Il percorso è stato nuovamente rinnovato, dopo la partenza all’ombra del Bentegodi ci si dirige subito verso il centro, buona idea per regalare un po’ di tifo da subito e soprattutto un passaggio tangente a piazza Brà anche a chi corra la prima parte della staffetta, e non solo a noi che arriveremo al traguardo. Questo tracciato regala come sempre bei passaggi lungo Adige, qualche saliscendi sui ponti, ma davvero scorrevole, i ristori sono ben organizzati e molto “lunghi” così da permettere a tutti di avere un bicchiere d’acqua o di the, più avanti anche un biscotto o un pezzo di banana.
La pioggia non molla mai, ci scandisce il ritmo l’incitamento di un gruppo di percussionisti in fondo a un ponte che percorreremo almeno tre volte nei due sensi di marcia, e di una brass band verso il 17mo senza amplificazione con cantante al megafono, quando siamo in centro c’è sempre un po’di tifo, ci si saluta con gli altri runners negli incroci di corsia, un cinque ed un incitamento non tolgono ritmo ma danno carica, e io raramente sto in silenzio. Avrei dovuto promozionale la corsa ma in pochi hanno voglia di chiacchierare e di sicuro viene poco notata la mia divisa, meglio tenere la testa concentrata, l’asfalto ed il porfido chiedono attenzione oggi.
Al 15mo mi sento mordere al tendine destro, sapevo si sarebbe lamentato ma basta concentrarsi e proseguo, manca poco, non annoio con medie e sensazioni, sono tirato e concentrato, questo triathlon funziona, mi alleno metà in corsa rispetto a quando ero solo un podista e rendo praticamente lo stesso, con meno noia ed un mondo aperto a nuove esperienze, ma cuore e muscoli che rispondono bene, media bpm 157, nuovo record VO2max del mio Garmin 920 XT a 65, che non sarà un dato perfetto ma ci dà in ogni caso l’idea della nostra forma nel corso del tempo. Certo bisogna usare il più possibile la fascia cardio, ma con i nuovi aggiornamenti dell’orologio e connect ci sono nuovi dati succulenti da studiare, bilanciamento spinta piede destro/sinistro, suddivisione del lavoro nelle varie fasce percentuali di battiti, insomma la qualità della corsa viene sviscerata ben oltre il solo ritmo per km.
Torno al 20 km, guardo il Garmin mi conforta sul cronometro, posso stare nel mio obbiettivo, e vedo avvicinarsi piazza Brà, giriamo attorno la stessa fino a scendere una prima rampa e circumnavigare parte dell’Arena, finalmente la seconda discesa ci porta dentro il tempio della musica, sembra piccolissima dal parterre, e l’entusiasmo degli ultimi metri fa volare il passaggio, ma me lo godo molto, anche la salita inevitabile (che riassume i due dislivelli…) passa bene e senza le mie solite imprecazioni, esco dall’arena e vengo avvolto dalla folla che fa tanto tifo, bello, festa, arrivò al traguardo a braccia aperte perché oggi ho corso con “le ali”, i soliti due baci e stoppo. 1h27’51”, 8 minuti in meno del 2015 ma soprattutto molto fresco, sono soddisfazioni.
Il ristoro finale è perfetto, sali acqua coca the, pandoro, biscotti, fette biscottate e marmellata, le sacche vengono distribuite velocemente perché perfettamente stivate per numero, c’è il riparo dove cambiarsi anche tiepido volendo. Voto 10 nonostante la pioggia.
Pazienza, c’è voluta pazienza a recuperare la forma e la resistenza costruita in 4 anni, ma un po’ come la Juve di Allegri anche cambiando la quotidianità ho ritrovato il piacere di correre a Verona, una di quelle gare che consiglio di mettere in calendario.

A proposito dell'autore

Andrea Toso

45 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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