Sei anche tu un runner che si lamenta? Sono sicuro di si, sicuro perché lo siamo tutti, compreso il sottoscritto che questa sera ha voglia di divagare e dare vita ad un post sbarazzino.

Di cosa si lamenta il runner? Un po’ di tutto: dal meteo al tempo, dal sonno alla stanchezza, dalle carni matte (in italiano carni grevi o DOMS) a qualche dolore / patologia, dalla fame alla sete, dalla dieta ai risultati. Insomma non esiste un buon motivo per non lamentarsi. Alla faccia della resilienza, qui sembriamo una community da ricoverare 😉

In qualche anno di corsa e tanti amici vecchi e nuovi ne ho sentite di ogni, ovviamente comprese le mie. Ne ho collezionate tante che poi quando corro in solitaria (spesso) mi vengono in mente e ci rido sopra. Ma così tante che quasi quasi mi viene voglia di catalogarle, creando dei proto-tipi di runner in base al tipo di lamento. Tu che lamento-runner pensi di essere?

Il Vorrei Ma Non Posso

Ognuno ha i propri punti deboli. Il mio probabilmente è quando incontro questo tipo di runner. Non che gli altri siano da meno, ma li vedo già più folcloristici. Questo per me li batte tutti e allora per punizione lo metto per primo.

Lui è quello che si lamenta perché va piano, perché si allena poco, perché fa troppa poca strada, perché non ha l’attrezzatura corretta, perché non ha tempo per allenarsi, perché ha sempre troppe motivazioni più di chiunque altro per non allenarsi.

La sua lentezza è dovuta al fatto che non si allena, mangia da schifo e nel tempo libero fa tutt’altro. La versione light di questo runner sa in cuor suo di essere solo un cazzone e allora basta un’occhiata e due parole e ti da ragione. La versione hardcore invece è terrificante ma al contempo religiosa: si aspetta che i miglioramenti arrivino con il quarto mistero di Fatima.

E se dentro al tua testolina stai pensando a “lo alleno io quello lì” sappi che non si farà allenare, perché sarà in grado di produrre delle scuse per le quali tu non sei sufficientemente allenato a rispondere.

Il Piange il Morto per In… il Vivo

Altra specie purtroppo NON in via d’estinzione è lui. E’ il corrispettivo del secchione delle medie che diceva di non studiare, poi era il primo della classe. Lui è uguale. Si allena di nascosto, ha il Garmin Connect più protetto di un livello di Doom (cit), nessuno ha la minima idea di quando e dove si alleni.

In realtà ti basta installargli una cimice la prima volta che lo trovi ubriaco (ma secondo te beve? No.. è astemio, magari pure vegano) per vedere che gli allenamenti per il Breaking2 in confronto ai suoi sono dei riscaldamenti.

Purtroppo non è così, purtroppo non lo beccherai mai. Sai dove lo trovi? Prima di una gara che ti dirà “eh si ma tu vai forte, ti alleni” oppure frasi tipo “oh aspettami all’arrivo che poi beviamo qualcosa insieme” (che poi è astemio!) etc… La realtà è che probabilmente non finisce nemmeno la frase che sfugge via e al traguardo – se lo becchi – ti racconterà di come ha avuto un culo eccezionale a prendere al volo una corrente ascensionale che l’ha spinto a velocità supersoniche.

Strunz!

Il Figlio di Münchausen

Sindrome di Münchausen e la versione pro dell’ipocondria, un po’ come Baldini e io siamo due runner. Gli affetti da questa sindrome del running sono sempre rotti, anzi sempre più rotti di te.

Se tu hai una unghia incarnita, loro hanno tutto il piede incarnito. Se tu hai l’asma loro corrono con lo zaino e il polmone d’acciaio dentro. Se tu ti sei fatto uno strappo, loro han dovuto andare Billund a farsi ricostruire mattoncino su mattoncino dagli specialisti veri.

Spesso affetti anche dal Pianto del Morto per… la lotta contro di loro è davvero una partita persa. L’unica vera arma è coglierli sul vivo e dirgli che stai BENISSIMO: non hai male, sei in forma, sei allenato, ti diverti e se non bastasse… ciuli pure 🙂

Il Cuggino di Don Chisciotte

Personaggio mitologico è colui che le gare le ha fatte tutte. Anche se magari di anni ne ha trenta, le ha provate tutte: probabilmente nemmeno con 2 gare al giorno si riescono a mettere in collezione tutte le sue avventure di allenamento e di gara.

Se ti capita di lamentarti perché sei un po’ cotto dall’allenamento, lui prima ti ascolta curioso e attento, per raccogliere tutti i dettagli, poi parte con la lista della spesa delle cose in più che ha fatto lui, lamentandosi di quanto sia dura la sua vita.

Poi magari scopri che la gara più lunga che ha fatto è di 10 km e l’ha fatta alla fiera della salamina di asinello in un remoto paese disperso della bassa qualcosa.

Il suo non è un lamento è un grido contro chi non capisce quanto sia dura la sua vita, nell’affrontare quotidianamente, ma che dico… ogni ora, sfide e allenamenti che nemmeno Ercole ha mai nemmeno potuto immaginare. Che dire… lasciamolo correre: magari prima o poi ce la caviamo la soddisfazione di sblaffilarlo in gara… allora si che si lamenta per il sul serio dopo!

L’Invidioso Pelandrone

Versione particolare del Vorrei ma Non Posso, il pelandrosocial associa anche l’insopportabile difetto dell’invidia. Nulla è peggio dell’invidia, è una vera malattia. Ma la sua è cronica e soprattutto ingiustificata.

Perché se uno si allena, si impegna, mangia bene, magari si fa seguire anche da uno bravo (coach) e non ha risultati, magari un po’ di sana invidia verso di “dotati” ci sta.

Se uno però divaneggia, salameggia, cabernetteggia, proseccheggia, birreggia, … beh allora c’è ben poco da invidiare ma soprattutto da lamentarsi: alza quel culo flaccido e datti una mossa. Poi ne riparliamo.

La versione light dell’invidio pelandrone è quello che alla fine te la spara, ma poi ti dice anche “beh.. si… beh a me va bene così”. E allora non ti resta che andarci a bere qualcosina insieme 😉


Sono assolutamente certo che anche tu conosci qualche runner lamentoso: non vedo  l’ora di conoscerne i dettagli e magari poter aggiornare la lista delle tipologie in questo post!

Una pillola seria finale la volo lasciare: il running è un equilibrio personale. C’è chi lo trova tirandosi il collo ogni giorno, chi alzandosi ben prima dell’alba, chi allenandosi 1-2 volte a settimana, con i suoi 5 km in 1 ora. E sta bene. Ecco evitiamo lamenti e invidie e troviamo il nostro equilibrio, da condividere con gioia (e Letizia… se capita!).

Detto questo un bel consiglio musicale per migliorare la cadenza:

A proposito dell'autore

Merlinox aka Riccardo Mares Bibabbo, Digital Manager, #AsicsFrontRunnerItaly e Amico del #Piersandro

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