Già, perché correre una gara che non ha traguardo?

Ho dovuto aspettare qualche giorno per riassumere le idee post gara, l’entusiasmo era eccessivo e avrei spammato con aneddoti inutili del gruppo Friends Running pacers, così ho le idee più chiare!

L’idea ricalca alla lontana un romanzo di Stephen King (La Lunga Marcia), quando lo lessi rimasi molto colpito sebbene neanche mi passasse per l’anticamera del cervello la possibilità di correre senza una palla rimbalzante in mano.

Si corre, si corre, senza una meta, senza neanche conoscere il percorso nella mia leggerezza nell’affrontare la competizione, anche se da pacer dei 35 km ho un compito da assolvere, e neanche lo porterò a termine per tutelare il mio delicato tuning, ma ne parlerò dopo. Si parte senza ansia, ci si diverte, si corre finchè la catcher car che parte dopo 30′ dallo start (unico mondiale allo stesso istante variato solo dai fusi orari, così da creare l’evento più grande del mondo, il mio pettorale 87531 la dice lunga…), accelera progressivamente fino a rincorrere Giorgio Calcaterra a 20 km/h e dopo la 5a ora schizza a 35 recuperandolo in pochi minuti, ma dopo 88,440 m direi che ha fatto dannare tutti runners del mondo e ha ricordato che è stato il campione del mondo di 100 km! A giorni il Passatore, ha fatto un lunghetto…

Arrivo alla mia gara, io partecipo come Garmin pacer per i 35 km, chiamato dai Friends Running che a loro volta han ricevuto l’investitura dal mio amico fraterno (di Strongman e non solo) Dario Tuq Marchini, direttore sportivo della manifestazione italiana, organizzata a Milano dopo un biennio a Verona. La festa inizia in chat dove in una 30na riceviamo notizie e incarichi, scherziamo e iniziamo a fare gruppo, anche se i più già si frequentano nella loro seconda pelle camu fluo. Il ritrovo a Milano e quello di una classe in gita scolastica, con Borbone e Nanoman professori poco seri per quanto coscienziosi, fosse anche solo per la scelta dei ceffi, ma riescono a tenerci tutti a bada.

Alle 15:30 veniamo chiamati sul palco per la presentazione e ci facciamo riconoscere, non siamo ancora tutti ma la festa la iniziamo lo stesso, il pomeriggio scorre tra scherzi battute, visite al campionissimo nostro vicino Giorgio Calcaterra, acqua a litri e tanto sole, prosegue in aperitivo milanese per aspettare la fine partita dell’Inter a San Siro visto che il nostro Hotel è proprio fronte stadio. Accelero dicendo che da veri sportivi saliamo in camera ben oltre la mezzanotte, ed io ho avuto il beneficio di camera singola per cui riposo immediato…

wingsforlife1

Immaginate una trentina di esseri fluo a far colazione pre gara, assonnati ma bischeri inside, con il feeling da gita scolastica come già detto, beh ho fatto tante cene più noiose!!!

Torniamo a parco Sempione, precisamente in piazza del cannone per approntare palloncini e zainetti bandiera, mia croce e delizia… Un palloncino a noi ed uno ai bambini, dobbiamo giocare tutti, sale un po’ la mia tensione, dai 10 km distanza minima segnata, gli ultimi palloncini mirano i 40 km con 3 personaggi davvero unici, non che noi dei 35 siamo proprio normali. Partiamo in gruppo chiassoso per andare alla partenza, scattiamo 5 o 6 foto diverse perché arriviamo man mano a completare il gruppo ed entriamo nelle griglie destinate, noi 35 e 40 in quella da top runner, re Giorgio, Katia Figini, Giovanni Poretti, Albertini e altri personaggi più o meno noti, i primi due vinceranno a man bassa, noi pacers facciamo selfie con Fiammetta Cicogna, io con Re Giorgio, ma Rocca ex slalomista, driver della catcher car e cerco di far sorridere qualche atleta che sembra sentire la tensione. La partenza sappiamo essere alle 13 precise, il mio Garmin Fenix3Hr oltre alla funzione “a quanti km verrai preso” che mi aiuterà  a tenere il ritmo nonostante i palazzi mi sa dire precisamente tra quanto si partirà…

wingsforlife2

Ecco questa la festa allo sparo, brividi, brividi, brividi come non ne provavo da tempo correndo, corriamo davvero per chi non può, corro a 4’41” per coprire i 35 km prima che mi becchi Giorgio Rocca e troviamo con piacere un bel gruppo di followers con cui giocheremo e scherzeremo almeno fino al 20mo km, poi il concetto di “partenza selvaggia” (e poi gestiremo) annunciata da tanti non regala niente, complice un caldo notevole e un’ora di partenza non proprio generosa per noi!

Il percorso nonostante qualche lamentela, immotivata davvero, è filante, al decimo km torniamo a parco Sempione, c’è un picnic organizzato sui prati su un bellissimo ed enorme plaid rosso ed io piacione approfitto per chiedere tifo tra un panino e l’altro, trovo tanti bambini per lasciare un five, perché questo è il segnale che bisogna lasciare correndo festa prima del fastidio di bloccare strade! Un sorriso non ci costa niente e meglio provare a contagiare con la nostra passione che essere messi n quarantena! Far sorridere milanesi non è stato facile ma ci siamo riusciti in un modo o nell’altro, scherzando anche con le reduci della corsa in rosa svoltasi in prima mattinata.

Attorno al 15mo incrociamo un cumulo di auto ferme ad un incrocio per dare sicurezza alla nostra sfilata, ci mancherebbe altro, ma ovviamente han poco da sorridere gli autisti, ma la città si è comportata molto bene, davvero… sfiliamo per Monte Napoleone, piazza della Scala e arriviamo al Duomo, tanto tifo qui ed è un piacere vedere da lontano la maestosità della Madonnina, mi preoccupa e rassicura vedere militari alle porte, ma il periodo è quel che sappiamo, bene così… Non vi ho parlato ancora della bandiera, siamo al 20mo km, io e Alberto grande triatleta ci siamo spartiti il fardello fin qui, le mie ginocchia fragili non gradiscono lo sbilanciamento che comporta,  lavoro per osteopati bravi a mio parere riassettarci dopo tanta strada, io sono ben coperto da questo punto di vista, un compito è un compito e lo portiamo avanti.

Raggiungo una faccia nota attorno al 23mo km, “ma sei tu?” domando io, “si sono io” ed un sorriso, Giorgio Mastrota che mai avrei creduto stesse correndo più fisso di noi che manteniamo costanti i 4’40”, qualche km più veloce, qualcuno più lento, forse anche più veloci perchè i km tra orologio e cartelli non torna, ma meglio un po’ di fieno in cascina che essere sottoscorta, comunque sia il buon personaggio TV chiuderà poco sotto i 30 km, complimenti!

Io sento i dolori al ginocchio sinistro accentuarsi verso il quindicesimo km di bandiera, passo il fardello al mio socio Alberto che eroicamente arriverà al 35mo con il vessillo, come anche Maurizio Vacca al 40, con tanto di selfie mentre la catcher car lo sorpassa e squalifica. Siamo al 25mo km passato punto di recupero ritirati e doppiati, avviso i miei 4 compagni di distanza che potrei mollare, sento una fitta dopo pochi metri e saluto tutti, c’è il cartello 26, ombra e una leggera discesa, mi basta così.

La catcher car è ancora distante, potrei proseguire fino ai 30 ma preferisco non rischiare, dopo qualche minuto mi raggiungono al ristoro, tutti perfetti e festosi davvero,  i pacers dei 30 km, forse un po’ allungati ma in ritmo perfetto, faccio il tifo scatenato per tutti, siamo ancora tra le prime 10 donne per darvi l’idea, vengo travolto dall’affetto di conoscenti e amici che mi chiedono come mai sia già fermo, bello così.

Ci viene consegnata una sacca con telo termico, acqua, mela, biscotti e un prezioso biglietto della metropolitana che ci riporterà davanti la partenza a poche centinaia di metri dal villaggio dove tutti possiamo recuperare la sacca, ed in tantissimi ci siederemo a guardare la gara mondiale con gli speaker a tenere alto l’umore ed il tifo per re Giorgio Calcaterra. Io orgoglioso vedo in diretta la vittoria in Croazia dell’ironman e coach Dejan Patrcevic che ho il privilegio di frequentare quando viene in zona a gestire i rapporti con gli sponsor,  bello vedere un amico vincere, specialmente sapendo che è solo una delle tre specialità in cui eccelle… Beh la sfida mondiale procede, Giorgio ha avversari seri, rimane un testa a testa con un avversario che corre nella splendida cornice delle Niagara falls, il Re mi ha raccontato il sabato che non avesse avuto il Passatore avrebbe forse scelto un’altra location studiando i dislivelli per trovare la più veloce, beh che dire 88 km e 440 m arrivato a Pavia direi che sono stati un gran risultato, vincendo la gara mondiale, facendo il record delle 3 edizioni, e sono sicuro che se alle 5 ore la catcher car dai 20 km/h non fosse scattata ai 35, i km sarebbero stati ben di più, ma cosa chiedere di più? Sorride Giorgio quando viene fermato , leggendo il labiale mi sembra dica addirittura “era ora!”. Un tifo da stadio, l’Italia non è solo calcio ed è un peccato l’attenzione mediatica non sia maggiore sugli sport minori, che emergono solo per europei, mondiali, olimpiadi… Viva lo sport, la corsa e tutti gli amatori che hanno fatto grande la Wings For Life World Run!!!

Perché correre allora? Emozioni continue e tanti sorrisi, oltre 4 mila persone in una giornata con una miriade di gare, da Trieste maratona e mezza, a tante altre mezze… Vi aspetto per il 2017, Milano, 7 maggio, iscrizioni aperte a € 25 interamente in beneficenza per la ricerca delle lesioni del midollo spinale, tutta l’organizzazione (perfetta per altro se non lo avessi trasmesso fin qui) è a cura degli sponsor, scusate se è poco!!!

 

A proposito dell'autore

Andrea Toso

43 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata