C’è un accessorio nuovo per i nostri allenamenti, un accessorio che stupisce e ci rivela dati inaspettati. Si una semplice fascia cardio, oh Dio semplice… una studiata per vivere nel cloro e non scivolare giù mentre nuotiamo, rilevare con precisione i battiti cardiaci.
Poco da fare, l’impatto sulla piscina è davvero strano! Ad indossare la fascia cardio ad entrare nel piano vasca vieni visto come un alieno, il blu Garmin spicca sul petto autunnale quanto su quello abbronzato estivo, e già molti di noi non amano sentire questa sensazione di oppressione in corsa, con una qualche scusa pensiamo di poterne fare sempre a meno. Si può, si. In acqua possiamo misurare i bpm sulla giugulare appena finita la ripetuta o il blocco, a facile rischio dimenticanza, con una fascia attendibile abbiamo un chiaro dato sul nostro stato di forma ed affaticamento, di salute e soprattutto una grande sicurezza nel non svaccare in eccesso o difetto un allenamento . In vasca come detto mi guardano come un ufo, un signore di mezza età mi ha squadrato per 3 vasche cercando di capire come mai ci fosse barba e un presunto reggiseno sullo stesso fisico (1,92′ per 87 kg seppur depilato sono segni abbastanza indiscutibili!) fino a chiedermi cosa indossassi, io ho risposto sorridendo, come sempre cerco novità ed innovazioni e questo accessorio (resistente al cloro più della mia abbronzatura) lo è.
E scopro cose molto interessanti, tipo che pessimo nuotatore come sono nell’usare palette e pull buoy elimino 10 battiti medi minuto su 1000m, e scusate se son pochi, quindi è il caso di lavorare sulla mia pinnata inesistente, scopro che quando mantengo un allenamento a 140 bpm medi ho davvero lavorato forte, perché nonostante ci sentiamo il cuore in gola in acqua il cuore lavora in maniera completamente diversa; basti pensare che oltre alla compressione del sistema cardio vascolatorio da parte dell’acqua, respiriamo ben meno che in bici o correndo, e quindi anche il cuore ha diversi doveri di trasporto di ossigeno. In più diventa lapalissiano quanto un recupero eccessivo o le chiacchiere da corsia danneggino la qualità del nostro allenamento, in vasca quanto sappiamimg_56871o lo sia durante un allenamento di corsa.
Insomma lavora come seconda coscienza di un atleta amatore, la prima ci obbliga ad entrare in vasca, questa ci aiuta ad allenarci dando il giusto peso a quel che stiamo facendo, rimanendo in aerobico quando dovremmo e uscendone per i momenti previsti. Il nostro allenatore ne avrà inoltre dati più che interessanti per tarare recupero e ritmo di allenamento, e avremo per altro giustificazione scritta se non manterremo i ritmi dovuti a fronte di battiti eccessivi.
La regolazione della dimensione è totale, ovviamente c’è la possibilità di allargare e stringere la fascia che indossata non si sposta grazie ad un interno che definirei “siliconico”, anche se non è il termine esatto, e gode di una prolunga più adatta alla schiena di un nuotatore maschio, non che le ragazze abbiano schiene da “Biafra” in genere… i battiti li vedremo live sui garmin compatibili, a memoria veloce tutti fenix3, il 920xt e 735xt che sono comunque i nostri principali compagni di allenamento con possibilità di allenamento in acqua, e per visualizzare bisogna avere il busto a pelo d’acqua, altrimenti dovremo aspettare a guardare i dati una volta usciti, ma direi che è un non problema, avessimo curiosità anche in una vasca alta ci appoggeremo alla corsia.
Vi allego per curiosità uno screenshot di un mio allenamento con ripetute varie in vasca da 25m, abbiate pietà della mia scarsa acquaticità!

Un’idea regalo per una persona che vi sta a cuore…

A proposito dell'autore

Andrea Toso

43 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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