Un Ironman o “triathlon distanza lunga” che dir si voglia è una Sfida, un progetto in cui bisogna (provare ad) azzerare migliaia di variabili per arrivare al giorno della gara nelle condizioni ideali.

Se aggiungiamo anche 6mila metri di dislivello a queste variabili la cosa diventa ancora più impegnativa, cosa dite? Di questi 6mila metri poi i 4700 da percorrere in bicicletta hanno anche un nome, nomi importanti di quelli che ci fanno tifare i ciclisti professionisti al Giro d’Italia.

Inserirli tra 3800m di nuoto in lago ed un trail (maratona non rende giustizia) sono una bella gatta da pelare. Parliamo del passo dell’Aprica a 1176m, una passeggiata sul Mortirolo arrivando a quota 1852 per poi finire sul passo Gavia “scollinando” a 2621m per poi tornare a Ponte di Legno da cui si partirà per i 42km.

La frazione di corsa avrà i primi 25 km attorno a Ponte di Legno, senza particolare dislivello, ma da qui si inizia a salire verso il Passo del Tonale arrivando a 1883 m, da cui si inizia l’ultimo “Golgota” per arrivare al tragua

rdo a Passo Paradiso, nomen omen, per cui si scaleranno ben 8 km per arrivare a 2600m. Dislivello totale frazione corsa ben 2350, con qualche km sopra i 2000, sicuro non sia una gara per tutti.

Non abbiamo parlato del nuoto che sarà la frazione più standard nuotando nel lago d’Iseo, partenza ore 4 del giorno 7 luglio 2018 da una chiatta ormeggiata sulla costa bergamasca e si arriverà alla zona cambio di Sulzano con un tempo

limite di 2 ore. Sono previsti cancelli anche per la bici previsti in 11 ore e ne rimarranno 7 per la salita a Passo Paradiso, un tempo limite complessivo di 20 ore.

L’organizzazione passa in mano a TrioEvents, che già segue DeejayTri ed il circuito TrioSeries, ed ha fissato in 250 il numero massimo di partecipanti, già un quarto sono stati coperti per altro ed ha come testimonial d’eccezione una figura epica della montagna italiana, seppur distante dal mondo del triathlon, Mauro Corona, che però analizza con la sua intelligenza pratica una sfida del genere:

“Spesso le sfide sono perse, già l’idea di coinvolgerci in una sfida è una sconfitta perché un uomo pacifico non avrebbe bisogno di andare a massacrarsi. C’è qualcosa in noi che ci fa andare oltre ed è un sintomo anche di sensibilità, di dire ma io quanto valgo, che ci sto a fare su questa terra? Un uomo godrebbe della tranquillità della vita, ma purtroppo non siamo nati sotto la costellazione dell’ozio. Ognuno di noi vorrebbe vincere, non per vanità o per dire di essere superiore a tutti, è una nostra fragilità. La società ti dice che hai fallito, ma il fallimento non esiste. Il vero atleta non bada alle sconfitte, lo fa perché gli piace. Se faccio una scultura non mi interessa vincere un concorso. Parto da un tronco e vivo un percorso: sono emozioni, titubanze, paure, incertezze però compio un viaggio, perché tutto quello che facciamo è viaggio. Forse nessuno può arrivare primo, ma nessuno ha mai fallito”.

Qualcuno primo ci arriverà sicuro, l’anno scorso lo standard è stato fissato da Roland Osele, altoalesino, tempo finale di 13h51’26” mentre per le donne Karla Oblak slovena c

on 17h09’59” (3 donne iscritte).

A proposito di sfide e fallimenti, 86 iscritti, per differenza 83 uomini, finisher 50 di cui 2 donne.

A proposito dell'autore

Andrea Toso

45 anni store manager, maratoneta e triathleta, testardo atleta.

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